Cultura… Da gustare (e un po’ di latino!)


L’idea di far nascere un sito che fosse intitolato alla Libreria El Centenario è nata da una riflessione che, un giorno, mi ha spinto a guardare il mondo con occhi diversi.

E’ solo una questione di apertura mentale, cultura e abitudini!
E’ solo una questione di apertura mentale, cultura e abitudini!

Secondo me, cultura e società nel mondo odierno dovrebbero andare di pari passo, ma purtroppo, mi trovo ad ammettere che non è sempre così.

Per spiegarmi meglio, voglio fare un esempio che forse aiuterà un po’ tutti a comprendere a cosa mi sto riferendo, con parole semplici e comprensibili a tutti.

Quando parliamo di cultura ci riferiamo quasi sempre ad un termine generico, che utilizziamo per indicare le persone colte ed acculturate: le persone che non hanno cultura, invece, sono quelle persone che nella società tendiamo ad indicare come ignoranti, persone spesso di basso rango, che non hanno avuto molte possibilità di studiare o che, semplicemente, si sono dedicate a tutt’altro nella vita.

Ecco il protagonista di orrori da gustare. Un uomo culturalmente aperto.
Ecco il protagonista di orrori da gustare. Un uomo culturalmente aperto.

La cultura, però, intesa nel suo senso più generale, è tutt’altra cosa: ci basti ricordare, per esempio, che il termine proviene dal latino colere, il cui significato italiano è coltivare. La definizione generale che oggi diamo di cultura è una definizione che prendiamo in prestito dall’antropologia, secondo cui la cultura èquell’insieme di saperi, di conoscenze, opinioni, credenze, usi e costumi, comportamenti che caratterizzano un gruppo umano in particolare e che, per questo motivo, non può essere un concetto così generico da permetterci di indicare come non colte le persone che nella nostra società riteniamo siano ignoranti rispetto agli altri.

Per spiegare meglio questo concetto, dobbiamo necessariamente fare riferimento alla società, dove per società intendiamo un insieme di persone che condividono valori, usi, costumi, comportamenti e saperi, ma anche leggi e regole: per estremizzare (e per consentire a tutti, quindi, di capire meglio questo discorso), dirò che una società occidentale ha un concetto di cultura che può essere molto diverso da quello di una società orientale. Ma cosa intendiamo, a questo proposito, per cultura? Ci stiamo riferendo solo agli studi effettuati, alle conoscenze ed alle opinioni, oppure vogliamo riferirci anche ad altri elementi che contribuiscono a conferire alla società una propria cultura?

Uno dei programmi televisivi che amo guardare si intitola Orrori da gustare (il titolo originale èBizarre food), di Andrew Zimmern: anche se questo programma in stile documentaristico, spesso fa venire la nausea per il tipo di cibi assaggiati dal conduttore, questo è per me un tipico esempio di differenze culturali alimentariche oggi è possibile conoscere (ed apprezzare) proprio grazie alla tecnologia ed all’espansione verso il mondo esterno. Incuriosito dai vari tipi di cibi di diverse parti del mondo, il conduttore non assaggia solo mandrilli, coccodrilli, insetti, vermi, e tutto ciò che di tipico vi è nella cultura alimentare di quelle popolazioni che visita, ma viene a conoscenza (e ci mette a conoscenza) di una tipica cultura che sta dietro alla consumazione di quei cibi che per noi possono essere totalmente insoliti. E così scopriamo, per esempio, che nella pratica di bere il sangue delle vacche, vi è la credenza che il sangue garantisca forza e tenacia ai guerrieri delle popolazioni primitive; oppure che, in quelle popolazioni molto povere, la consumazione di insetti è culturale e sociale allo stesso tempo, perché consente di ottenere fonti di proteine e di energie che altrimenti non si potrebbero ottenere.

Ed anche se per noi occidentali, tutto ciò può essere considerato come qualcosa di assolutamente strano o inaccettabile, esso rappresenta comunque lo specchio di una cultura che va rispettata e che oggi, nel mondo odierno, riusciamo sempre di più a comprendere ed a rispettare proprio grazie a questa grande espansione a cui stiamo assistendo.

Date queste premesse, continuo a pensare che cultura e società nel mondo odierno siano sempre di più un concetto che non possiamo tenere distinto e separato, e che potrebbe essere importante, per tutti, aprire un po’ di più la nostra mente ed i nostri orizzonti, per uscire dal dogma secondo cui è cultura solo ciò che noi consideriamo tale, ed entrare in un’ottica diversa, di accettazione, di crescita, e di voglia di conoscere attentamente la cultura e la società altrui.

Solo così, a mio avviso, potremo finalmente dire di essere davvero attenti al mondo che ci circonda, e sentirci pienamente integrati in esso.