Cos’è davvero la cultura

Cos’è Davvero

Il termine cultura viene oggi utilizzato, per comodità, per indicare le caratteristiche culturalmente rilevanti di un individuo o di una popolazione: parliamo di persone colte, per indicare delle persone che hanno studiato, che leggono, e che hanno quindi degli specifici riferimenti culturali; per indicare, invece, delle persone che non hanno una cultura, parliamo di persone incolte o ignoranti.

In Realtà…

In realtà, però, queste definizioni si distaccano da quello che è il vero significato del termine cultura: noi oggi pensiamo che le persone che non sanno comporre una frase di senso compiuto, perché prive di quegli elementi culturali di tipo scolastico, siano persone senza cultura, dimenticando che nella realtà dei fatti – e nelle definizioni antropologiche e sociologiche di cultura – un individuo ha sempre una propria cultura, determinata dalle credenze, dalle abitudini, dagli usi e costumi.

Diversi significati di cultura

Questa premessa ci è utile per comprendere che non bisogna cadere nella trappola del considerare la cultura come un unico elemento, ovvero come qualcosa di definito: infatti, può esserci cultura in un atleta affermato – che conosce quel campo specifico dell’esistenza umana – esattamente come può esserci cultura in un meccanico, che conosce bene le regole della meccanica e che sa fare il suo mestiere.
Il termine cultura deriva dal latino colere, che significa coltivare: in tempi molto antichi, questo significato era collegato al culto degli dei, laddove quindi si utilizzava il termine culto per indicare non solo le conoscenze relative al mondo religioso, ma anche tutte le pratiche ad esso associate.
Oggi consideriamo la cultura nella sua accezione più ampia: essa è quell’insieme di saperi, di conoscenze, di opinioni, di credenze e di caratteristiche tipiche di un gruppo umano nello specifico.
culturaDa qui, comprendiamo che ciò che per un gruppo umano può essere sintomo di cultura, può non esserlo per un altro: abbiamo parlato di culture alimentari – e a questo proposito ho fatto l’esempio di un programma televisivo, Orrori da gustare, in cui il conduttore, Andrew Zimmern, si ritrova ad affrontare diverse culture alimentari, spesso molto differenti da quelle occidentali – ma la differenza è netta anche in altri campi.
La cultura può essere anche un limite, per alcune popolazioni: pensiamo, ad esempio, a situazioni che nel mondo occidentale non solo sono condannate, ma vengono considerate anche fuori dal normale, come ad esempio la cultura delle spose bambine, oppure il pagamento della donna con il bestiame. Sono situazioni limite, che oggi, in una cultura occidentale – ed anche qui stiamo dando un’altra accezione di cultura, sottolineandone il punto di vista geografico – non vengono accettate, anzi, vengono condannate.
Ma facendo qualche passo indietro nel tempo, non vi è un po’ di quella cultura anche nelle promesse di matrimonio che due famiglie imponevano a due giovani? E non vi è un po’ di quella cultura nell’organizzazione del corredo per la sposa, e nella pretesa da parte della famiglia dello sposo, di specifici oggetti che non dovevano mancare in quel corredo?
Tutte queste diverse definizioni, ci spingono a capire che la cultura non è mai un concetto unico, non è mai un concetto universalmente condiviso ed accettato, e non è mai un concetto che possiamo considerare come definito. Essa può cambiare, a seconda del contesto temporale e geografico, e cambia soprattutto al modificarsi delle abitudini di una popolazione: è nota, a questo proposito, la differenza tra acculturazione ed inculturazione.
Acculturazione ed inculturazione: le definizioni antropologiche
In antropologia, il concetto di cultura indica una serie di saperi, di conoscenze, di abitudini, di norme, di usi e costumi di una data popolazione. In questo senso, la cultura è indicativa dal punto di vista dell’identificazione di un popolo, che condivide quelle abitudini, quelle conoscenze, e quei costumi, li fa propri e li utilizza come strumento di autodefinizione.

Due Processi interessanti

Esistono due processi interessanti, individuati in antropologia, che vengono definiti come acculturazione ed inculturazione e che sono tipici dell’emigrazione, e di altre situazioni che possono riguardare lo smembramento ed il cambiamento di un dato popolo.
1. Parliamo di inculturazione, per indicare i processi secondo cui un uomo acquisisce la cultura del proprio gruppo, laddove per gruppo si considera non solo il gruppo familiare, ma anche il gruppo etnico, la comunità religiosa, la classe sociale.
2. Parliamo di acculturazione come di un processo, che può essere cosciente o incosciente, attraverso il quale l’individuo fa propri degli aspetti culturali di un altro gruppo sociale.
Si può dire, quindi, che un individuo è soggetto sempre ad inculturazione, perché sin dalla nascita ‘subisce’ in qualche modo le abitudini culturali del gruppo culturale, etnico e sociale a cui appartiene. Lo stesso individuo può anche essere soggetto ad acculturazione, in seguito a situazioni specifiche: l’emigrazione ne è un esempio.
Ovviamente, le due situazioni possono sovrapporsi ed interporsi, e ciò accade sempre di più in una società moderna e variegata, dove è quasi impossibile essere solo un individuo soggetto ad inculturazione: fenomeni di massa, come ad esempio la comunicazione online, favoriscono il processo di cambiamento culturale, di acculturazione, e di accoglimento e conoscenza di culture diverse dalla propria.

Cultura… Da gustare (e un po’ di latino!)

L’idea di far nascere un sito che fosse intitolato alla Libreria El Centenario è nata da una riflessione che, un giorno, mi ha spinto a guardare il mondo con occhi diversi.

Secondo me, cultura e società nel mondo odierno dovrebbero andare di pari passo, ma purtroppo, mi trovo ad ammettere che non è sempre così.

Per spiegarmi meglio, voglio fare un esempio che forse aiuterà un po’ tutti a comprendere a cosa mi sto riferendo, con parole semplici e comprensibili a tutti.

Quando parliamo di cultura ci riferiamo quasi sempre ad un termine generico, che utilizziamo per indicare le persone colte ed acculturate: le persone che non hanno cultura, invece, sono quelle persone che nella società tendiamo ad indicare come ignoranti, persone spesso di basso rango, che non hanno avuto molte possibilità di studiare o che, semplicemente, si sono dedicate a tutt’altro nella vita.

La cultura, però, intesa nel suo senso più generale, è tutt’altra cosa: ci basti ricordare, per esempio, che il termine proviene dal latino colere, il cui significato italiano è coltivare. La definizione generale che oggi diamo di cultura è una definizione che prendiamo in prestito dall’antropologia, secondo cui la cultura è quell’insieme di saperi, di conoscenze, opinioni, credenze, usi e costumi, comportamenti che caratterizzano un gruppo umano in particolare e che, per questo motivo, non può essere un concetto così generico da permetterci di indicare come non colte le persone che nella nostra società riteniamo siano ignoranti rispetto agli altri.

Per spiegare meglio questo concetto, dobbiamo necessariamente fare riferimento alla società, dove per società intendiamo un insieme di persone che condividono valori, usi, costumi, comportamenti e saperi, ma anche leggi e regole: per estremizzare (e per consentire a tutti, quindi, di capire meglio questo discorso), dirò che una società occidentale ha un concetto di cultura che può essere molto diverso da quello di una società orientale. Ma cosa intendiamo, a questo proposito, per cultura? Ci stiamo riferendo solo agli studi effettuati, alle conoscenze ed alle opinioni, oppure vogliamo riferirci anche ad altri elementi che contribuiscono a conferire alla società una propria cultura?

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Ecco il protagonista di orrori da gustare. Un uomo culturalmente aperto.

Uno dei programmi televisivi che amo guardare si intitola Orrori da gustare (il titolo originale è Bizarre food), di Andrew Zimmern: anche se questo programma in stile documentaristico, spesso fa venire la nausea per il tipo di cibi assaggiati dal conduttore, questo è per me un tipico esempio di differenze culturali alimentari che oggi è possibile conoscere (ed apprezzare) proprio grazie alla tecnologia ed all’espansione verso il mondo esterno. Incuriosito dai vari tipi di cibi di diverse parti del mondo, il conduttore non assaggia solo mandrilli, coccodrilli, insetti, vermi, e tutto ciò che di tipico vi è nella cultura alimentare di quelle popolazioni che visita, ma viene a conoscenza (e ci mette a conoscenza) di una tipica cultura che sta dietro alla consumazione di quei cibi che per noi possono essere totalmente insoliti. E così scopriamo, per esempio, che nella pratica di bere il sangue delle vacche, vi è la credenza che il sangue garantisca forza e tenacia ai guerrieri delle popolazioni primitive; oppure che, in quelle popolazioni molto povere, la consumazione di insetti è culturale e sociale allo stesso tempo, perché consente di ottenere fonti di proteine e di energie che altrimenti non si potrebbero ottenere.

è solo cultura

E’ solo una questione di apertura mentale, cultura e abitudini!

Ed anche se per noi occidentali, tutto ciò può essere considerato come qualcosa di assolutamente strano o inaccettabile, esso rappresenta comunque lo specchio di una cultura che va rispettata e che oggi, nel mondo odierno, riusciamo sempre di più a comprendere ed a rispettare proprio grazie a questa grande espansione a cui stiamo assistendo.

Date queste premesse, continuo a pensare che cultura e società nel mondo odierno siano sempre di più un concetto che non possiamo tenere distinto e separato, e che potrebbe essere importante, per tutti, aprire un po’ di più la nostra mente ed i nostri orizzonti, per uscire dal dogma secondo cui è cultura solo ciò che noi consideriamo tale, ed entrare in un’ottica diversa, di accettazione, di crescita, e di voglia di conoscere attentamente la cultura e la società altrui.

Solo così, a mio avviso, potremo finalmente dire di essere davvero attenti al mondo che ci circonda, e sentirci pienamente integrati in esso.

Ciò che ci differenzia dagli animali (o almeno dovrebbe…)

Arte e cultura, conoscenza e tecnologia, secondo me meritano di andare di pari passo: quando la mia docente di informatica chiese a tutta la classe cos’era per noi Internet, in tempi ancora non sospetti, la mia risposta era già molto chiara dentro di me, e probabilmente anche per molti miei coetanei.

tutto il sapere del mondo, o quasi

Tutto il sapere del mondo, o quasi

La decisione di aprire questo sito è nata quindi dall’esigenza di rendere note a tutti le possibilità che Internet offre, molte delle quali sono ben lontane dal mero intrattenimento di cui spesso facciamo scorpacciate: se è vero che per mezzo del web possiamo giocare, divertirci, trascorrere il nostro tempo libero, guardare video ed ascoltare musica, non credo che Internet sia stato creato solo per questo motivo ma sono anzi fermamente convinto del fatto che il web abbia molti segreti, che oggi non tutti conoscono.

Pensiamo soprattutto al fatto che Internet è come un libro

Un libro enorme, ma tascabile allo stesso tempo, che possiamo tirar fuori dalla nostra tasca in qualunque istante della vita, e cercare tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno. Quanti di voi, grazie ad Internet, hanno scritto delle ricerche per la scuola, oppure hanno portato avanti degli studi universitari? Quanti, proprio per mezzo del web, comunicano con i propri cari lontano da casa, o leggono dei libri?

Il nome del mio sito omaggia una delle più belle ed importanti librerie che esistano al mondo: la Libreria El Ateneo Grand Splendid, considerata ad oggi un vero e proprio gioiello tra le biblioteche, di grande valore culturale e storico. La Libreria ha da poco festeggiato il suo primo centenario, e proprio in questa occasione sono stati riuniti scrittori, artisti e lettori, per celebrare quella che, secondo una classifica del Guardian, merita il secondo posto tra tutte le grandi biblioteche in tutto il mondo.

Ma perché proprio omaggiare questa grandissima biblioteca?

Io penso che Internet debba avere, oltre che un valore ed un aspetto ludico, anche un valore culturale: ed ho voluto dimostrare, proprio con questa mia idea, che Internet possa rappresentare anche una grandissima fonte di conoscenza che, ad oggi, non tutti conoscono. Sono certo che mi perdonerete il gioco di parole, ma quanti di voi utilizzano il mondo del web come riferimento culturale e di informazione? Quanti di voi, per esempio, erano a conoscenza di questa grande biblioteca che rappresenta un grandissimo punto di incontro per appassionati lettori e non solo?

Ecco, se siete arrivati a leggere fin qui, vi ho appena dimostrato che Internet non è solo una collezione di immagini da condividere sui vari social network o da pubblicare su Instagram, non è solo una raccolta di video buffi che ci aiutano a divertirci ed a trascorrere il nostro tempo libero, ma è molto, molto di più.

Fondata nel 1912 da Pedro Garcia, una famiglia spagnola di librai, la libreria El Ateneo è stata inaugurata a Victoria: oggi, dopo 100 anni di crescita, la libreria dispone di 45 filiali nel paese, che hanno visto crescere diversi scrittori argentini e non solo: ricordiamo, a questo proposito, nomi molto noti come Jorge Luis Borges, Adolfo Bioy Casares, Ocampo, Manuel Mujica Lainez, Leopoldo Marechal, Pedro Orgambide e Silvina Bullrich, e molti altri. Già per il 90esimo compleanno era stata omaggiata ovunque sul web, comprese le riviste nazionali argentine più importanti.

Oggi la libreria rappresenta non solo un punto di riferimento culturale per l’America Latina e per l’Argentina, ma anche un luogo magico, dove è possibile ammirare le bellezze del posto, e rmanere affascinati dall’architettura del teatro e del cinema, che fu inaugurato nel 1919 con il nome di El Ateneo Grand Splendid, una vera e propria opera d’arte con un gioco di luci e colori davvero impressionante.

Naturalmente, la libreria non è solo bella da un punto di vista estetico, ma rappresenta anche un luogo in cui è possibile trovare libri e testi di ogni genere e pubblicati in ogni lingua: un luogo magico, senza tempo, in cui è possibile rimanere per ore seduti comodamente sulle sue poltrone, a leggere nel totale rispetto del silenzio.

cultura e arte, architettura, insieme

Cultura e arte, architettura, insieme

Infatti, sebbene oggi abbia perso un po’ del suo carattere iniziale, la libreria ha guadagnato molto dal punto di vista turistico: è uno dei luoghi che è davvero impossibile non visitare se ci si reca a Buenos Aires, con una sola parola d’ordine, il rispetto. Rispetto del silenzio, rispetto dei lettori e di tutti coloro che si recano in questo luogo per leggere e per trascorrere un po’ di tempo libero respirando l’aria della cultura e della conoscenza.

La libreria oggi ospita anche una caffetteria, con diversi tavolini: un modo per accogliere i turisti e chiunque voglia conoscere le radici di questo splendido luogo, e per rimanere, in silenzio, a lasciarsi ammaliare dalla conoscenza e dalla cultura.

Per il titolo del mio sito mi sono ispirato proprio a questo, sperando che ciò possa fungere da punto di riferimento per la riflessione e per la cultura e la conoscenza: da sempre la cultura, la lettura, l’arte in generale fungono da cornice per la mia vita sin da quando ero piccolo, e proprio in un momento in cui la cultura in generale e la lettura in particolare sembrano esser passati di moda, ritengo utile fare la mia parte e cercare di portare un po’ del mio amore per la conoscenza in giro per il web.

Cultura contro smartphone: la decadenza della società

Iphone e libri: tu da che parte stai?

Il mio nuovo blog non è dedicato alla famosa libreria per caso: la cultura, la lettura, e in generale ogni forma d’arte mi appassionano e hanno rappresentato, sin da quando ero bambino, un motivo di vita. Di questi tempi purtroppo sembra che la cultura sia passata di moda, sostituita dalla tecnologia, della quale viene fatto un uso molto spesso improprio ed esagerato. Ho già accennato al discorso.

Sono un grande appassionato di tecnologia anche: tutto quello che riguarda pc, videogame, smartphone eccetera mi interessa. Inutile nasconderlo. D’altra parte però c’è chi usa la tecnologia con logica e intelligenza, come me, e chi lo fa solo pe moda. E’ quando la tecnologia viene usata per moda, in modo stupido, che diventa pericolosa.

La tecnologia con intelligenza

Ormai la gente è ingabbiata da social, smartphone, e da una serie di totali inutilità. Questi non fanno altro che toglier loro la possibilità di leggere magari un buon libro, o ammirare qualche splendida opera artistica.

Alinazione tecnologica

Alinazione tecnologica: finiremo tutti così?

Soltanto la musica sembra essere ancora in voga, ma è solo una questione qualitativa: la musica d’oggi è un’accozzaglia di rumori, portata avanti da paparazzi e gossi più che dalla qualità. Solo raramente si ascolta qualcosa che non faccia male alle orecchie.

I libri hanno tutt’altro sapore

Ma quello che è venuto meno è anche lo sport: siamo invasi da ragazzini viziati che hanno sempre tempo solo per i loro dispositivi elettronici e non vogliono fare il minimo movimento fisico.

Ben’inteso però: io non voglio sembrarti un nonno, anzi non lo sono affatto. Ho anche io il mio bell’iphone, anche abbellito da una bella cover originale (come si usa di questi tempi). La mia, però, per rimanere coerente con quanto detto finora sull’arte, è in legno e me la sono personalizzata con l’immagine di Giacomo Leopardi (se ti senti un po’ secchione anche tu e la vuoi uguale alla mia puoi vederla alla pagina specifica sul sito Yourcover).

Qui non servono commenti

Qui non servono commenti

Beh, spero che ora mi considererai meno “strano”. O magari semplicemente un po’ più “giovane dentro”.

Sciocchezze apparte, sto cercando semplicemente di far risvegliare, se non la società, almeno la gente intorno a me dal suo torpore beato e incosciente. E’ così bello stare sotto il sole a leggere qualche avvincente racconto cartaceo. Per carità, niente che riguardi vampiri, Harry Potter e schifezze del genere. Quello che serve è qualcosa di bello davvero, che possa riportare alla felicità della lettura e a limitare la nostra ignoranza.

E se dovessi riuscire…

Se riuscirò a far scoprire anche solo a qualcuno il piacere dell’arte, sarò più che soddisfatti. Se anche solo una persona (e dico una sola) dovesse leggere questo articolo e ringraziarmi via mail, affermando di esser stato invogliato a leggere anche solo un libro, o a visitare anche solo un museo, io sarà l’uomo più felice della terra. Spero che il mio blog sarà utile a questo. Spero di non ricevere invece messaggi di gente che mi ringrazia per la bella idea riguardante le cover in legno per iphone ;)

Ci sentiamo alla prossima, spero il mio sito internet vi piaccia (l’ho fatto tutto io da solo, è nu po’ rozzo ma per ora va bene così). Alternerò articolo riguardanti l’arte e la cultura ad altri sulla tecnologia e le novità dell’era digitale. Alla prossima!